In questo momento le attività commerciali sono al tracollo, i fatturati sono in flessione oltre il 90% e sono comunque da sostenere i costi di personale, gestione e affitti. Ed è per questo che Confimprese sta richiedendo l’annullamento dei canoni di affitto anche tramite una campagna pubblicitaria partita il 15 aprile.

Visto gli effetti della crisi economica che hanno registrato un drastico calo del fatturato, si auspica che allo sblocco del lockdown, ai proprietari d’immobili ad uso commerciale venga concesso un credito d’imposta cercando un accordo sulla rinegoziazione dei canoni.

Le principali richieste di Confimprese presentate alle istituzioni si possono riassumere nei seguenti punti:

  1. Ridurre le rate di acconto dell’Irpef e delle relative addizionali, dell’Ires e dell’Irap dovute per il periodo d’imposta in corso;
  2. Riconoscere le conseguenze del Covid-19 come causa di forza maggiore;
  3. Prorogare la lotteria degli scontrini al 1 gennaio 2021;
  4. Abbattere le commissioni per gli incassi tramite Pos.

La gravità della situazione trova conferma nei sondaggi elaborati dal Centro Studi Confimprese, i quali prevedono che in tutta Italia il 30% dei negozi non riuscirà più ad aprire. Nel tempo spariranno molto retailer, perchè non ce la faranno a sopravvivere.

Emergenza covid-19: l’impegno di sir

Nell’attuale grave situazione di emergenza sanitaria, SIR scende in campo con ancora più impegno per garantire la continuità dei propri servizi.

Ai nostri dipendenti, preziose risorse che permettono il corretto funzionamento dell’azienda, e che, nonostante il momento complesso, ci stanno sostenendo, rivolgiamo i nostri più sinceri ringraziamenti.

Oggi, ancora più che mai, SIR è vicina a tutti i collaboratori; specialmente a tutti coloro che sono in prima linea, che garantiscono i servizi di ristorazione essenziali nelle strutture aziendali e RSA.

SIR per far fronte a questo periodo, continua a pensare possibili soluzioni e attività che producano valore, come per esempio il “food delivery”, dedicato appositamente per i nostri anziani con lo scopo di non lasciarli soli.

E anche nell’ora più buia, uniti, passo dopo passo, ci rialzeremo insieme a tutti i nostri fidati dipendenti!” afferma Eugenio Chiesa, direttore generale di SIR.

COVID19: ANGEM E LEGACOOP CHIEDONO SOSTEGNO PER LA RISTORAZIONE COLLETTIVA E ORGANIZZATA

Oltre 20.000 operatrici e operatori delle mense scolastiche e universitarie rischiano di perdere il posto di lavoro se il Governo non approverà misure economiche urgenti che interessino anche il settore della ristorazione collettiva organizzata”.

Sono dichiarazioni che non lasciano dubbi quelle rilasciate da Carlo Scarsciotti, Presidente di Angem, Associazione Nazionale delle Aziende della Ristorazione Collettiva e da Andrea Laguardia, Responsabile Settore Ristorazione Legacoop Produzione e Servizi.

La chiusura delle Università e scuole di ogni ordine e grado in Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Marche, Friuli Venezia Giulia e nel territorio metropolitano di Palermo e nella provincia di Taranto a causa dell’emergenza Covid-19, infatti, rischiano di produrre un impatto devastante sul settore della Ristorazione Collettiva.

In quelle Regioni operano circa il 60% delle nostre aziende”, continuano Scarsciotti e Laguardia. “La sospensione dei servizi e i relativi costi da sostenere per il personale, con il combinato disposto della perdita di fatturato e delle materie prime e con l’anomalo incremento dei costi di dispositivi di protezione specifici rischiano di mettere a serio rischio finanziario l’intero settore”.

Siamo fiduciosi che le misure alle quali il Governo sta lavorando per sostenere aziende e lavoratori colpiti dall’emergenza tengano in debito conto anche l’ingente impatto sul settore della Ristorazione collettiva e sui nostri lavoratori.

Siamo consapevoli dell’emergenza che l’Italia sta attraversando in questo momento e degli impatti che il coronavirus potrà avere sull’economia globale nel medio periodo, ma i nostri lavoratori e le loro famiglie rischiano nel brevissimo periodo ed è per questo che chiediamo con forza che le Istituzioni non ci abbandonino e ci supportino nel trovare una soluzione per il personale delle nostre aziende”.