In occasione della Giornata internazionale di consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari del 29 settembre, arriva un segnale positivo: in Italia lo spreco alimentare domestico scende per la prima volta sotto la soglia dei 500 grammi settimanali pro capite. Un risultato incoraggiante che conferma quanto sensibilizzazione, educazione e comportamenti quotidiani possano contribuire al cambiamento.
Spreco alimentare in Italia: il dato 2026 migliora
493,7 grammi. È la quantità di cibo che ogni italiano spreca mediamente in casa ogni settimana secondo la nuova rilevazione dell’Osservatorio Waste Watcher International, realizzata con DISTAL – Università di Bologna nell’ambito della campagna Spreco Zero.
Per la prima volta il dato scende sotto la soglia dei 500 grammi settimanali, registrando una diminuzione dell’11,17% rispetto ai 555,8 grammi rilevati un anno fa.
Un segnale positivo, anche se la strada da percorrere è ancora lunga. L’obiettivo resta quello indicato dall’Agenda ONU 2030: dimezzare lo spreco alimentare pro capite a livello di vendita al dettaglio e di consumo.
Gli stessi ricercatori invitano inoltre alla cautela: sarà necessario osservare l’andamento nel tempo per capire se il miglioramento registrato nel 2026 rappresenti un cambiamento strutturale.
Sprecare meno significa dare più valore al cibo
La Giornata internazionale di consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, celebrata ogni anno il 29 settembre, è un’occasione per ricordare che quando sprechiamo un alimento non perdiamo soltanto ciò che abbiamo nel piatto.
Dietro ogni cibo ci sono acqua, suolo, energia, materie prime, trasporti e lavoro. Ridurre lo spreco significa quindi utilizzare in modo più responsabile tutte le risorse necessarie per portare quel cibo fino alle nostre tavole.
Nell’Unione Europea vengono generati ogni anno oltre 58 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari, per un valore economico stimato di circa 132 miliardi di euro. Il 53% proviene dalle famiglie, mentre ristoranti e servizi di ristorazione rappresentano circa l’11%.
Numeri che mostrano chiaramente come la responsabilità non appartenga a un solo soggetto: contrastare lo spreco richiede il coinvolgimento dell’intera filiera.
L’impegno di SIR contro lo spreco alimentare
In SIR – Sistemi Italiani Ristorazione lavoriamo da anni affinché la lotta allo spreco non rimanga soltanto un principio, ma diventi parte della quotidianità del nostro servizio.
Il nostro impegno coinvolge sia chi ogni giorno prepara e gestisce i pasti, sia chi li consuma.
Da un lato, attraverso la formazione dei nostri dipendenti, promuoviamo attenzione e consapevolezza lungo le diverse fasi di preparazione e gestione del servizio, perché prevenire lo spreco significa intervenire prima ancora che il cibo arrivi nel piatto.
Dall’altro, portiamo avanti attività di educazione ambientale e alimentare e progetti di sensibilizzazione rivolti ai nostri commensali, con un’attenzione particolare alle scuole.
Per SIR, sensibilizzare i bambini significa quindi investire sugli adulti di domani.
Le abitudini che impariamo da piccoli possono accompagnarci per tutta la vita e contribuire alla costruzione di una cultura alimentare più attenta, responsabile e rispettosa delle risorse.
In SIR continueremo a fare la nostra parte, lavorando lungo tutta la filiera e promuovendo consapevolezza tra i nostri commensali, a partire dai più piccoli.